Disambiguazione.svg Kyoshiro punta qui. Per il mentore di Zoro, vedi Koshiro

Denjiro è un samurai del Paese di Wa e un membro dei Nove foderi rossi. In seguito alla morte di Kozuki Oden, ha assunto il nome di Kyoshiro ed è diventato un cambiavalute a capo della famiglia Kyoshiro e il proprietario di un bordello che lavora per Kurozumi Orochi. Contemporaneamente, sotto l'identità di Ushimitsu Kozo, commette numerosi furti al fine di dare del denaro ai più bisognosi.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

È un uomo alto con il viso allungato, gli occhi azzurri e stretti e i capelli di colore indaco legati in una coda. Ha tatuato sulla schiena lo stemma della famiglia Kozuki.[2] Sotto copertura, portava una parrucca celeste con un grosso ciuffo e un chonmage. Indossa un kimono blu con temi circolari verdi e blu, e un largo mantello con il collo alto blu all'esterno e viola con strisce rosse all'interno. Il suo aspetto è cambiato radicalmente rispetto a vent'anni prima, infatti Denjiro ritiene che nemmeno i suoi compagni possano riconoscerlo.

Diciotto anni prima dell'inizio della narrazione, portava i capelli scuri legati in una coda e un paio di occhiali a lenti scure. Indossava un kimono scuro con due mezze lune all'altezza del petto e dei sandali.

Dieci anni prima, portava anche un mantello chiaro con molte mezze lune. Aveva anche i capelli più corti.

Trentanove anni prima dell'inizio della narrazione, indossava un kimono scuro con dei motivi simili a foglie tondeggianti e i suoi capelli erano raccolti in un codino.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Carattere[modifica | modifica sorgente]

Denjiro è sempre stato leale a Oden e alla sua famiglia sin dal loro primo incontro e si è avvicinato a Orochi solo per avvantaggiarsi nell'inevitabile guerra contro il suo esercito. Finge così di essere disposto a uccidere chiunque si opponga allo shogun, anche se solo verbalmente.[3]

Da quando è sotto copertura, ha il vizio di addormentarsi mentre parla poiché di notte ruba ai ricchi per donare ai poveri, mostrando la sua generosità. Si mostra arrogante e privo di scrupoli, dato che la sua organizzazione è dedita all'estorsione. Si preoccupa per i suoi subordinati, facendo uccidere chiunque li attacchi.

Relazioni[modifica | modifica sorgente]

Kozuki Oden[modifica | modifica sorgente]

Aveva un grande rispetto per Kozuki Oden, tanto che ancora prima di conoscerlo, affermò che egli fosse l'unico adulto che non disprezzava e che non fosse stupido.[4]

Forza e abilità[modifica | modifica sorgente]

Fin da giovane era scaltro a truffare le persone. Era tra i più potenti samurai al servizio di Oden ed è stato in grado di fermare un fendente di Zoro.

È riuscito a formare un'organizzazione criminale e a prendere il controllo sulla mafia della Capitale dei fiori, gestendo anche un bordello. Si è guadagnato la fiducia di Orochi, che gli ha permesso di proteggerlo, ottenendo una grande influenza e la possibilità di mobilitare i membri dei Pirati delle cento bestie.

Capacità fisiche[modifica | modifica sorgente]

Ha sconfitto facilmente due uomini a mani nude dimostrando una grande forza, con la quale ha attirato molti seguaci. Ha una grande agilità, tanto da intrufolarsi in alcune abitazioni per compiere numerosi furti e fuggire sui tetti, evitando la cattura.

Ambizione[modifica | modifica sorgente]

Padroneggia l'Ambizione dell'armatura ad alti livelli, tanto che, rivestendo la sua spada con tale tecnica, ha ferito Kaido, il quale ha paragonato la sua Ambizione a quella di Oden.[5]

Armi[modifica | modifica sorgente]

Porta con sé una katana ed è molto abile con essa, tanto da tranciare una nave con un solo fendente. Ne ha impugnate due contemporaneamente per imitare lo stile di Oden.[6]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Passato[modifica | modifica sorgente]

In un periodo imprecisato restò orfano.

Trentanove anni prima dell'inizio della narrazione, poco dopo avere truffato un mercante, si imbatté in Kin'emon e riconobbe il piccolo cinghiale albino che l'amico aveva con sé come il cucciolo di un dio della montagna. Questo infatti giunse in città, scatenando il panico, e Kozuki Oden chiese ai due delinquenti di consegnargli il cucciolo.

Mentre il cinghiale gigante distruggeva la Capitale dei fiori e ne ingoiava gli abitanti, Denjiro guardava con ammirazione Oden che cercava di convincere Kin'emon a consegnargli il cucciolo. I tre si imbatterono in uno dei banditi che avevano catturato il piccolo cinghiale, il quale rivelò che il dio della montagna aveva mangiato i suoi due complici e anche Tsuru, che avevano preso in ostaggio affinché Kin'emon restituisse loro il cucciolo. Sentendo ciò, Kin'emon corse ad attaccare l'enorme animale, che riuscì a ferire, ma venne poi sconfitto. A quel punto Oden mostrò il cucciolo per attirare il gigantesco genitore, venendo criticato dagli abitanti della città. Oden riuscì a tranciare in due l'animale, liberando le persone che aveva in precedenza ingoiato intere. Proprio in quel momento, un messaggero dello shogun consegnò a Oden la lettera che lo ripudiava ed esiliava. A seguito dell'accaduto, Denjiro pensò che avrebbe dato la vita per uno come Oden, così decise di seguirlo assieme a Kin'emon.

I due si diressero con Oden ad Hakumai, dove incontrarono Shimotsuki Yasuie e il suo nuovo servitore, Kurozumi Orochi. Sempre seguito da Kin'emon e Denjiro, Oden lasciò poi la regione e, nonostante si trattasse di una zona senza legge, si diresse verso Kuri intenzionato a duellare con il famigerato Ashura Doji. Egli decise inoltre di tenere un diario di viaggio in cui scrivere delle sue avventure in giro per la nazione: a Ringo, sfamò due bambini senzatetto, Izo e Kikunojo, che si unirono a lui; a Kibi, il vagabondo Kanjuro, che era solito rubare i capelli di cadaveri e viandanti per ricavarci dei pennelli da rivendere, tentò di fare lo stesso con lui, ma iniziò a seguirlo dopo essere stato sconfitto; a Udon, incontrò Raizo, un bandito di montagna, che aveva lasciato gli Oniwabanshu dopo essere stato rifiutato da una kunoichi e anch'egli si unì al gruppo.

Un giorno, Oden si allontanò dai suoi seguaci e si diresse da solo a Kuri e, quando questi lo realizzarono, corsero nella stessa direzione. Quando lo raggiunsero, però, egli aveva già sconfitto tutti i criminali presenti, compreso Ashura Doji, e affermò di volerne diventare il sovrano.

Ben presto, Kuri divenne una regione vivibile e lo shogun nominò Oden suo signore feudale. I seguaci di quest'ultimo dunque divennero i suoi servitori.

Sei anni dopo, Oden tornò al castello seguito da Cane-tempesta, Gatto-vipera e Kawamatsu, dopo averli salvati da un gruppo di abitanti di Kuri che li riteneva essere dei demoni. Il signore feudale diede loro del cibo e dopo avergli raccontato le loro storie, decise di tenerli sotto il suo servizio.

Denjiro gli fece presente che le loro finanze erano scarse e alla sua domanda specifica, Oden gli confermò che aveva prestato dei soldi ad Orochi, in quanto nonostante si fosse messo in proprio, rimaneva comunque sotto la protezione di Yasuie.

I servitori di Oden vengono catturati da Yasuie.

Un giorno, quest'ultimo scoprì i servitori di Oden mentre tentavano di rubare l'erario di Hakumai per aiutare il loro signore e, invece di punirli, diede loro più di ciò che volevano rubare affinché potessero accrescere la propria educazione e comprarsi dei vestiti, per non infangare il nome di Oden. E così fecero.

Ventotto anni prima dell'inizio della narrazione, quando Kozuki Sukiyaki si ammalò, tutti i servitori di Oden accompagnarono quest'ultimo nella Capitale dei fiori. Nello stesso anno, conobbe Barbabianca quando naufragò nel Paese di Wa con la sua ciurma. Fu tra coloro che cercarono di convincere Oden a non lasciare la nazione, ma egli partì di nascosto, così Denjiro e gli altri servitori si preoccuparono per la sua assenza e quella di Izo, Gatto-vipera e Cane-tempesta.

Quattro anni dopo, Denjiro cominciò a vagare per il Paese di Wa prendendo in prestito e restituendo denaro.

I servitori di Oden iniziarono a combattere tra loro per stabilire chi sarebbe stato il primo allievo del signore feudale.[7]

Ventitré anni prima dell'inizio della narrazione, Oden fece ritorno.

Cinque anni dopo, a seguito dell'arresto di Hyogoro e l'omicidio della moglie e dei seguaci di quest'ultimo, Oden e i suoi servitori marciarono in direzione del nemico e furono intercettati dalla ciurma di Kaido nella foresta di Udon, così le due fazioni iniziarono un duro scontro, a cui si unì anche Shinobu dalla parte dei dieci samurai. Oden riuscì a ferire l'apparentemente invincibile Kaido, ma quando si accorse che Momonosuke era stato preso in ostaggio da uno dei nemici, si distrasse e venne colpito dall'imperatore, accorgendosi poi che il bambino era in realtà un impostore prima di perdere i sensi. Anche i suoi servitori furono sconfitti e incarcerati nella Capitale dei fiori, mentre Shinobu venne rilasciata poiché il signore feudale la indicò come propria attentatrice. I dieci prigionieri, accusati di tradimento verso lo shogun, sarebbero stati bolliti a morte tre giorni dopo.

Oden salva i Nove foderi rossi dall'esecuzione.

Il giorno dell'esecuzione, arrivato al pentolone in cui lui e i Nove foderi rossi sarebbero stati bolliti vivi, Oden sfidò Kaido proponendogli di liberare chi fosse sopravvissuto entro un intervallo di tempo scelto da lui. Pur trattandosi di una procedura di esecuzione quasi istantanea, l'imperatore acconsentì a lasciare andare chi di loro non fosse morto entro un'ora. Lo stratagemma di Oden prevedeva che lui fosse l'unico immerso nell'olio bollente mentre i suoi servitori sarebbero rimasti su una tavola sostenuta da lui.

Denjiro sentì Shinobu rivelare la verità sul motivo delle bizzarre azioni compiute da Oden, fatte per salvare gli abitanti della nazione. Vide così le persone presenti all'esecuzione tornare ad acclamare il signore feudale, le quali però furono uccise dagli uomini di Orochi e Kaido. Oden rivelò inoltre quanto appreso durante i propri viaggi, cioè che era stata la famiglia Kozuki a chiudere i confini del Paese di Wa e la propria intenzione di riaprirli prima dell'arrivo di una certa persona, ordinando ai Nove foderi rossi di portare avanti tale obiettivo. Passata l'ora concordata, allontanò questi ultimi, che dunque si affrettarono a raggiungere il castello di Kuri, e ormai allo stremo, lasciò che Kaido gli sparasse alla testa, uccidendolo.

Durante la fuga, Shinobu consegnò ai propri compagni delle spade con cui difendersi dagli inseguitori. Cane-tempesta e Gatto-vipera iniziarono a litigare dandosi a vicenda la colpa della morte di Oden, venendo così catturati da un gigantesco nemico, mentre Denjiro e Ashura Doji rimasero indietro ad affrontare gli inseguitori e si scontrarono poi contro Kaido, dal quale riuscirono a fuggire.[8]

Denjiro si rifugiò nel tempio di Enma e modificò notevolmente il suo aspetto, iniziando a farsi chiamare "Kyoshiro". Giunto nella Capitale dei fiori, attirò numerosi seguaci, ottenne il controllo della mafia della città ed entrò nelle grazie dello shogun, che gli permise di proteggerlo. Iniziò poi a rubare denaro nella capitale per darlo ai più bisognosi, divenendo noto come "Ushimitsu Kozo".

Sette anni dopo la morte di Oden, alcune cortigiane condussero Kozuki Hiyori da lui. Rivelò così la sua identità alla ragazzina, che le raccontò di essersi separata da Kawamatsu, che l'aveva tratta in salvo. Denjiro le disse di non rivelare nulla di quanto appreso e per proteggerla le disse di farsi chiamare "Komurasaki". La fece poi diventare la più famosa oiran del Paese di Wa.

Molti anni dopo, quando un uomo si presentò al suo bordello per riscattare la donna, lo fece allontanare dai propri sottoposti. Spiegò inoltre a Hiyori il suo piano per "uccidere" Komurasaki nel caso ci fosse stato bisogno di allontanarla da Orochi, chiedendole di nascondere ogni giorno del sangue sotto al kimono.

Saga del Paese di Wa[modifica | modifica sorgente]

Mentre si ubriaca, Kyoshiro rammenta la profezia pronunciata dalla moglie di Kozuki Oden venti anni prima, secondo la quale nove samurai sarebbero giunti venti anni più tardi per uccidere lo shogun e aprire i confini del Paese di Wa; il suo interlocutore però afferma che i samurai della famiglia Kozuki non possono fare ritorno poiché all'epoca sono stati tutti bruciati vivi nel castello.

Compie una serie di furti nella Capitale dei fiori e dona il denaro raccolto agli abitanti di Ebisu.

Kyoshiro si sta recando al banchetto di Orochi quando Kaku lo informa della sconfitta dei suoi compagni ad opera di Sangoro. Il cambiavalute gli ordina di contattare Queen per inviare i suoi assassini ad eliminare il venditore. Partecipa poi al banchetto, dove Komurasaki intona una canzone per intrattenere Orochi e i suoi ospiti.

Kyoshiro colpisce Komurasaki.

Mentre Kyoshiro beve e conversa con i propri subordinati, Orochi li raggiunge e parla della profezia di Kozuki Toki, associandola ai recenti disordini avvenuti sull'isola. Mentre tutti i presenti lo deridono in silenzio, Toko non si trattiene e scoppia in una fragorosa risata, facendo infuriare lo shogun, che si accinge a trafiggerla, ma Komurasaki lo schiaffeggia e rifiuta di scusarsi facendo valere la propria ascendenza di samurai. Dopo che Orochi, ulteriormente infastidito, si trasforma e si prepara a punire la donna e O-Robi viene riconosciuta dagli Orochi Oniwabanshu, Kyoshiro sfodera la propria katana in vista dell'imminente carneficina.

Infuriato con Komurasaki, Orochi aggredisce gli uomini presenti e poi afferra la oiran con le fauci, ma improvvisamente, il sottotetto crolla addosso allo shogun, che dunque lascia andare Komurasaki. Kyoshiro però la colpisce con un fendente apparentemente mortale e le trova addosso il volantino distribuito agli alleati della famiglia Kozuki.

Successivamente fa ritorno al quartiere a luci rosse e osserva la folla piangere la morte di Komurasaki; uno dei suoi uomini gli consiglia di fare attenzione a chi potrebbe cercare vendetta per l'omicidio, ma Kyoshiro è tranquillo e afferma che lo shogun si è molto arrabbiato per il messaggio che ha trovato addosso alla oiran.

Quando Fukurokuju comunica allo shogun che Shimotsuki Yasuie è stato arrestato, Orochi ordina di giustiziarlo. A quel punto, Kyoshiro rivela di avere già predisposto il necessario per evitare il panico e il caos che potrebbero scaturire da un grande assembramento di persone che saranno presenti alla cerimonia funebre di Komurasaki. Orochi aggiunge così di volere assistere in persona.

Kyoshiro salva Orochi.

Dopo l'esecuzione, Zoro attacca lo shogun, ma Kyoshiro lo protegge e ingaggia un duello con l'assalitore. Mentre altri si uniscono al combattimento, Orochi viene scortato via e ordina di sedare la rivolta anche uccidendo i presenti. Zoro è deciso a inseguire lo shogun, ma Kyoshiro lo trattiene; il pirata riesce però a liberarsi per salvare la donna sua alleata da Fujin e Raijin.

Due giorni prima delle festa del fuoco, Denjiro fa trovare nuovamente del denaro agli abitanti di Ebisu.

Il giorno della festa del fuoco, viene informato che spetta a lui sorvegliare la Capitale dei fiori. Durante la notte, libera i mille samurai imprigionati a Rasetsu e guida cinquemilaquattrocento alleati al porto Tokage, dove trancia una delle navi dei Pirati delle cento bestie e rivela la propria identità ai presenti.

Denjiro vede poi Kawamatsu raggiungere a nuoto Kanjuro, contro cui rivolge la sua spada; il traditore, però, crea una gru con cui fugge verso Onigashima portando Momonosuke con sé, dichiara di volere uccidere Kozuki Hiyori e semina gli inseguitori con una nuvola che li colpisce con frecce di inchiostro. Momonosuke grida così agli alleati di proseguire senza di lui e Rufy afferma che andrà comunque a salvarlo.

A quel punto Denjiro sale sul Polar Tang riunendosi agli altri Nove foderi rossi e Raizo sottolinea quanto sia cambiato il suo aspetto. Il samurai vede poi la nave rimanente dei Pirati delle cento bestie affondare alcune imbarcazioni sparando con dei cannoni a lunga gittata, tuttavia essa viene distrutta da Jinbe, il quale si presenta come nuovo membro della ciurma di Cappello di paglia.

Kin'emon spiega la conformazione di Onigashima: l'isola è circondata da montagne che si interrompono solo presso l'entrata principale, l'enorme montagna a forma di teschio contiene il castello, raggiungibile anche tramite un'entrata nascosta sul retro. La strategia, dunque, prevede che l'Alleanza ninja-pirati-visoni-samurai si divida in due gruppi che raggiungeranno separatamente l'entrata nascosta e poi assalteranno Kaido mentre è ubriaco. Denjiro fa notare che Kanjuro è a conoscenza di questo piano e dunque chiede quale sia quello nuovo, cogliendo impreparato Kin'emon: Law interviene aggiungendo che, oltre a quanto già stabilito, le ciurme di Rufy e Kidd attaccheranno frontalmente agendo da diversivo, mentre il Polar Tang passerà sotto i mulinelli fino alla parte opposta dell'isola, dove Law porterà i Nove foderi rossi all'entrata nascosta affinché si riuniscano agli altri alleati. Kin'emon concorda con il piano, ma decide di guidare uno dei due gruppi, mentre Denjiro fa lo stesso con l'altro. La Thousand Sunny è già andata avanti e, mentre Denjiro parla agli altri dei guardiani che proteggono il porto, i Pirati di Cappello di paglia li sconfiggono.

Denjiro torna poi sulla sua nave assieme a Kin'emon e mette in guardia gli alleati che potrebbero subire un attacco a sorpresa. Giunti ad Onigashima, i samurai affondano le proprie navi per impedire che vengano scoperte e poi ottengono dei vestiti analoghi a quelli dei nemici grazie al potere di Kin'emon, per confondersi tra loro.

Denjiro fa incatenare Sasaki.

La truppa di Denjiro procede poi sulla strada meridionale, imbattendosi in un cancello non segnato sulla mappa e Sasaki, inconsapevole del suo tradimento. Quando il pirata afferma che aveva sentito che non sarebbe venuto, il samurai gli dice di tenere la cosa per sé. Sasaki gli rivela che sta cercando la figlia di Kaido, ma a quel punto Denjiro lo fa legare e gli mostra lo stemma della famiglia Kozuki che ha tatuato sulla schiena.

I samurai attaccano Kaido.

In seguito si riunisce agli altri servitori di Oden e compiange Kanjuro, che vede a terra deceduto. Denjiro è sorpreso ma felice di rivedere anche Izo. Tutti procedono attraverso l'entrata posteriore di Onigashima, raggiungono poi il palco e si scagliano contro Kaido. Mentre cadono al piano di sotto, grazie al Ryuo, riescono a ferirlo.

L'imperatore si rialza e sottolinea ai suoi nemici come sia curioso il fatto che si siano alleati con dei pirati, i quali li tradiranno appena avranno realizzato di essere in svantaggio, e che già una volta ha sconfitto Cappello di paglia. Denjiro sente però Kin'emon gridare la propria fiducia nei confronti di Rufy, colui che dominerà su tutti i mari. Prosegue dicendo che se anche loro dovessero morire, la promessa fatta ad Oden di aprire i confini del Paese di Wa sarà mantenuta.

Sentendo Rufy affermare di volerli sconfiggere tutti, Kaido si trasforma in drago e vola attraverso il soffitto, con i samurai che si aggrappano a lui, raggiungendo la sommità dell'isola. Qui, l'imperatore si rivolge ai nemici dicendo che è meglio combattere in uno spazio aperto come vent'anni prima, con la differenza che Oden non è più tra loro. Tuttavia Gatto-vipera gli risponde che si immaginavano non potesse combattere nella sua forma animale nel castello: Kaido si trova circondato dai visoni e c'è la luna piena. Jack li raggiunge assieme ad altri sottoposti, affermando che se si trovano lì è dovuto alla loro inadeguatezza, ma che non permetterà che tocchino il suo capitano. Denjiro vede Cane-tempesta, Gatto-vipera e Raizo apprestarsi a vendicarsi per quanto accaduto a Zo, ma i guardiani e i moschettieri si offrono di farlo per permettere loro di affrontare Kaido e si trasformano in sulong, dando inizio alla battaglia. Jack e tutti i suoi sottoposti vengono sconfitti, così come la maggior parte dei visoni. Kaido allora emette un potente raggio di energia, tuttavia Kin'emon riesce a tagliarlo e a ferire il nemico. I servitori di Oden infine dichiarano la propria intenzione di morire portando l'imperatore con sé. Quest'ultimo provoca dei fulmini tramite un ruggito, ma viene poi ferito in successione da Gatto-vipera, Kawamatsu, Cane-tempesta, Kikunojo e Izo. L'imperatore rilascia un'onda d'energia, ma Raizo usa una tecnica che la rinchiude in una pergamena per poi rispedirla contro al pirata. Poi Denjiro, Ashura Doji, Kin'emon e Cane-tempesta sfoderano due spade ciascuno e ricorrono alla tecnica di Oden per colpire la cicatrice di Kaido. Quest'ultimo ammette di avere rivisto Oden nei Nove foderi rossi ma che essi non sono al suo livello e lamenta che nessuno riuscirà mai a ucciderlo, poi li attacca con una raffica di vento che taglia di netto il braccio sinistro di Kikunojo.

Differenze tra manga e anime[modifica | modifica sorgente]

Saga del Paese di Wa[modifica | modifica sorgente]

Mentre afferra la sua spada, Denjiro sorride in modo minaccioso e poi ride follemente. Nel manga Kyoshiro trova il messaggio di Kin'emon nella mano di Komurasaki, mentre nell'anime è sul pavimento.

Il samurai si arrabbia quando Orochi ordina di giustiziare Tonoyasu.[9]

Il combattimento tra Kyoshiro e Zoro è esteso. Poi il samurai si dilegua all'arrivo degli Orochi Oniwabanshu.[10]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La sagoma di Kanjuro come appare la prima volta.

  • La sua sagoma ricorda quella con cui era stato inizialmente introdotto Kanjuro.
  • Il suo personaggio di copertura è ispirato a una vecchia storia giapponese intitolata Inemuri Kyoushirou.[11]
  • Inemuri, il suo soprannome in giapponese, indica l'usanza comune di schiacciare pisolini, anche in posti pubblici, al termine della giornata lavorativa.
  • Ushimitsu Kozo è ispirato a Nezumi Kozō, un ladro giapponese che, dopo essere stato giustiziato, divenne celebre come un eroe popolare che rubava ai ricchi per dare ai poveri, similarmente all'inglese Robin Hood.
  • Il suo cibo preferito è la carne ricca di tendini.[1]

Note

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