One Piece Wiki Italia
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Disambiguazione.svg Per il mercenario, vedi Eric

Erik è un abitante di Sandy. In passato è stato un membro dei rivoltosi.

Aspetto[]

Ha lunghi capelli castano chiaro e un po' di barba sul mento. Indossa un cappello a cilindro nero, una maglietta su cui sono appuntate varie medaglie e dei pantaloncini.

Prima del salto temporale aveva i capelli più corti e portava le medaglie appuntate su una giacca grigia.

Carattere[]

Erik era disposto a rischiare la vita per la causa in cui credeva. Come ribelle era disposto a combattere contro l'armata reale e voleva solo ciò che era meglio per il Paese.

Forza e abilità[]

Erik ha dimostrato di essere un combattente abbastanza forte ed esperto, dal momento che era in grado di scontrarsi con i membri dell'armata reale con facilità.

Ha giocato un ruolo importante nei rivoltosi, così Kosa ha riconosciuto in lui l'abilità al comando.

Armi[]

Erik sembra essere abbastanza abile con la spada, dato che possiede la stessa l'abilità, se non superiore, dei membri dell'esercito reale.

Storia[]

Passato[]

Da bambino divenne il capo di una banda giovanile di Siren.[1] Incontrò in seguito Kosa e divennero buoni amici, tanto da aderire al Gruppo Suna-Suna.

Undici anni prima dell'inizio della narrazione, lui e gli altri ragazzini riuscirono a proteggere Bibi dall'attacco di una banda di banditi.

Anni dopo divenne un membro dei rivoltosi.

Saga di Alabasta[]

A Katorea, sente Kappa chiedere a Kosa di entrare nei rivoltosi, ma lui gli risponde di scordarselo. Assiste poi al dialogo tra i due finché il ragazzino si allontana.

Il mattino seguente, assieme ad altri rivoltosi, segue Kosa a Nanohana dopo avere saputo che il re ha raggiunto la città. Kosa viene ferito da un proiettile sparato da un soldato e mentre Kebi si sincera della sue condizioni, Erik nota che i soldati del re sono spariti.

Assieme a Kebi trova Kappa ferito. Il primo gli chiede cosa gli abbiano fatto, mentre lui maledice i soldati. Kappa, in lacrime, cerca di dire loro qualcosa, ma non ci riesce a causa delle ferite. Erik sente Kebi dire al ragazzino di non agitarsi e che presto arriverà un dottore. Vede poi Kappa perdere i sensi e Kosa venire incontro a loro, sorretto da un suo compagno. Kosa afferma che ormai devono farla finita con quel regno e dà ordine di avvertire tutti i reparti che la prossima sarà la loro ultima battaglia. Un suo compagno chiede a Kosa come faranno visto che non hanno più armi, ma Erik replica che la nave da guerra che si è incagliata nel porto ne è piena. Sente poco dopo Kosa diramare personalmente l'ordine di assaltare la capitale.

La battaglia di Alubarna.

Più tardi lui e gli altri rivoltosi si scontrano con l'armata reale nei pressi di Alubarna. Arrivato nella piazza assieme agli altri rivoltosi, vede Kosa e i soldati sventolare delle bandiere bianche in segno di resa. Il loro capo grida che la battaglia è finita, di riporre le armi e placare la loro rabbia perché non c'è più motivo di combattere. A quel punto però due soldati colpiscono con due proiettili alla schiena Kosa. Poco dopo vede alcuni rivoltosi venire colpiti da altri proiettili, maledicendo i nemici. Mentre soccorre uno di loro, grida che la resa era finta ed è stato solo uno sporco trucco dei reali, che li hanno presi in giro. Lo scontro così ricomincia.

Quando inizia a piovere, tutti si fermano e sente la voce di Bibi dalla torre dell'orologio, la quale afferma che la pioggia cadrà ancora e tutto tornerà come prima perché l'incubo si è ormai dissolto. Sente poi Chaka ordinare all'esercito reale di deporre le armi e Igaram dire lo stesso ai rivoltosi. Sente quindi Kappa dire che i soldati che hanno attaccato Nanohana erano degli impostori e il re era un suo sosia. Kosa aggiunge così che quella guerra è un tragico equivoco, mentre Igaram si offre di raccontare tutto fin dall'inizio a patto che depongano le armi. Scopre così che il vero responsabile di quanto accaduto era Crocodile.

Poco dopo Kosa dichiara, rattristato, che hanno compiuto qualcosa di irreparabile. A quel punto Cobra avanza tra il popolo ed afferma che devono andare avanti perché la battaglia è cessata e con essa l'ira dei combattenti. Conclude gridando che il passato non si può cancellare, ma bisogna guardare oltre e ricominciare a vivere.

Assiste poi al dialogo tra Bibi e Kosa mentre quest'ultimo sta venendo trasportato in barella.

Dalle tolde del mondo[]

A Yuba, Erik è tra coloro che apprende dal giornale la notizia del ritorno dei Pirati di Cappello di paglia.

Saga di Zo[]

In vista del Reverie, la famiglia Nefertari e la sua scorta partono da Sandy e Erik li saluta dalla costa.

Note

Navigazione[]

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