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"Gyukimaru" riguarda un argomento in corso di sviluppo nella storia per cui può essere soggetto a frequenti cambiamenti e revisioni o contenere informazioni non più aggiornate o incomplete.

Gyukimaru è un bandito e un monaco guerriero del Paese di Wa, che colleziona armi.

Aspetto Modifica

È molto corpulento e il suo volto ricorda una maschera. Indossa un kimono scuro, geta pantaloni chiari, un mantello chiaro, guanti placcati, spalline e porta una grossa collana.

Carattere Modifica

Nutre una profonda ammirazione per il leggendario Ryuma e ha espresso l'intenzione di riportare alla sua tomba la Shusui. In battaglia, agisce in maniera pragmatica, approfittando quando l'avversario è distratto per colpire.

Forza e abilità Modifica

È un abile ladro e combattente.

Armi Modifica

Brandisce principalmente un lungo bisento, con cui combatte discretamente, ma ha con sé una vasta collezione d'armi.

Storia Modifica

Saga del Paese di Wa Modifica

Quando vede uno straniero brandire la Shusui, gliela ruba e si fa inseguire fino alla regione di Ringo, dove Zoro lo attacca per recuperare la propria spada e impadronirsi delle altre in possesso del monaco, utili alla causa contro Kaido e Orochi. Gyukimaru non crede che lo straniero abbia incontrato il leggendario Ryuma e inneggia agli antichi fasti del Paese di Wa, attirando l'attenzione del suo avversario in particolare su come una spada diventi nera. Durante lo scontro, però, Zoro viene distratto dall'arrivo di una donna ferita con in braccio una bambina che viene inseguita dall'assassino Kamazo. Il pirata si frappone tra loro e, nonostante Gyukimaru continui ad attaccarlo, accetta di aiutare le due e ingaggia un duello con il loro inseguitore. Gyukimaru ne approfitta per colpire, dunque Zoro lo evita, ma viene trafitto da una delle due falci di Kamazo, che usa dunque come terza spada con cui sconfigge l'assassino. Mentre il pirata perde i sensi, Gyukimaru prende la falce di Kamazo e si allontana.

Curiosità Modifica

  • Sembra ispirato a Benkei, famoso poiché rubava le armi ai samurai che riteneva indegni di portarle. Egli da giovane era noto come Oniwakamaru (鬼若, bambino demone?).
  • Il suo nome potrebbe inoltre essere un gioco di parole tra 牛 ("toro"?) di Ushiwakamaru (牛若丸?), il nome con cui era noto da giovane Minamoto no Yoshitsune, di cui Benkei era servitore, 鬼 ("demone"?) di Oniwakamaru e maru da entrambi.
  • Gyūki si riferisce a una creatura del folklore giapponese e maru è un tipico suffisso per i nomi propri maschili giapponesi.

Navigazione Modifica

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