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Kawamatsu è un uomo-pesce lottatore di sumo, un samurai del Paese di Wa e membro dei Nove foderi rossi.

Aspetto

È un uomo-pesce somigliante a un kappa dalla pelle verde, con lunghi capelli arancioni e le guance rosse. Indossa un kimono verde scuro con impresse numerose corde annodate, un mantello rosso, un paio di geta e un kasa.

Trentuno anni prima dell'inizio della narrazione, indossava lo stesso kasa e un kimono scuro con un motivo a rombi, mentre tre anni dopo ne indossava un altro con la parte finale raffigurante delle linee ondulate chiare.

Galleria

Carattere

È molto leale alla famiglia Kozuki, infatti ha subito chiesto a Raizo notizie su Momonosuke e si è preso cura di Hiyori per sette anni, rinunciando al cibo per darlo a lei e cercando inoltre di farla sorridere nonostante il suo lutto, piangendo quando lei gli lasciò una lettera in cui affermava di essere al sicuro.[1] È anche molto orgoglioso della sua natura.[2]

Forza e abilità

Insieme a Denjiro e Ashura Doji, era tra i più potenti samurai al servizio di Oden. È anche rinomato come migliore lottatore di sumo professionista del Paese di Wa, facente parte della yokozuna, massima categoria di tale disciplina.

Capacità fisiche

Possiede una grande resistenza, dato che non ha problemi a ingerire pesci avvelenati. Inoltre ha sputato una lisca contro un carceriere a una velocità tale da trafiggerlo al collo.

Come tutti gli uomini-pesce, Kawamatsu possiede le abilità tipiche della sua razza, come la capacità di respirare sott'acqua, il nuotare molto velocemente e la forza dieci volte superiore a quella di un comune umano sulla terraferma e venti volte se in acqua. Tuttavia la sua forza è con tutta probabilità superiore anche alla media degli altri uomini-pesce, data la posizione di migliore lottatore di sumo del Paese di Wa.

Kappa-ryu

Lente Per maggiori informazioni, vedere Kappa-ryu

Utilizza uno stile di combattimento chiamato Kappa-ryu, che consiste nell'unire le sue grandi capacità di spadaccino e lottatore per spazzare via gruppi di nemici.

Ambizione

Ha un'eccellente controllo dell'Ambizione dell'armatura.[3]

Armi

Lente Per maggiori informazioni, vedere Soto Muso

Impugna lo shirasaya Soto Muso ed è molto abile nel suo utilizzo.

Storia

Passato

Kawamatsu si sfamò fin da piccolo di avanzi.

Quando la nave su cui viaggiava con la madre affondò, i due naufragarono nel Paese di Wa, dove cercarono aiuto dai locali, i quali però li aggredirono lanciandoli contro dei sassi. La madre di Kawamatsu venne ferita, così non poterono più tornare a casa. Poco prima di morire, quest'ultima gli consigliò di farsi passare per un kappa poiché gli uomini-pesce sono discriminati in tutto il mondo.

Trentuno anni prima dell'inizio della narrazione, si imbatté in due strane creature naufragate sulla spiaggia di Kuri. Tutti e tre furono catturati e lapidati da alcuni uomini che li credevano demoni, ma Oden li salvò e li sfamò, così decisero di restare con lui e presto diventarono tre dei suoi uomini più fidati.

Nove foderi rossi giovani catturati

I servitori di Oden vengono catturati da Yasuie.

Un giorno, Shimotsuki Yasuie scoprì i servitori di Oden mentre tentavano di rubare l'erario di Hakumai per aiutare il loro signore e, invece di punirli, diede loro più di ciò che volevano rubare affinché potessero accrescere la propria educazione e comprarsi dei vestiti, per non infangare il nome di Oden. E così fecero.

Ventotto anni prima dell'inizio della narrazione, quando Kozuki Sukiyaki si ammalò, tutti i servitori di Oden accompagnarono quest'ultimo nella Capitale dei fiori.

Nello stesso anno Oden lasciò di nascosto la nazione e i suoi servitori si preoccuparono per la sua assenza e quella di Izo, Gatto-vipera e Cane-tempesta. I restanti difesero così Kuri in attesa del ritorno di Oden.

Ventiquattro anni prima dell'inizio della narrazione, i Pirati di Roger sbarcarono nel Paese di Wa e lasciarono lì la moglie di Oden e i suoi figli dopo che la donna si era ammalata. Anche Gatto-vipera e Cane-tempesta, che erano diventati membri della ciurma per seguire il loro signore, decisero di rimanere, mentre Oden proseguì il viaggio dopo avere visto il drastico cambiamento della nazione e avere intuito che se fosse rimasto non avrebbe più potuto lasciarla, nonostante Kawamatsu, Raizo, Kin'emon, Kanjuro e Kikunojo cercarono di convincerlo a restare.

Dopo che Kurozumi Orochi si era alleato con Kaido, divenne un dittatore e dopo avere fatto assassinare un uomo e la sua famiglia perché si rifiutava di lavorare nelle fabbriche del Paese, i servitori di Oden si recarono nella Capitale dei fiori per spodestarlo. Gli uomini di Kaido ne approfittarono per attentare alla vita di Momonosuke, ma Cane-tempesta e Kawamatsu difesero la famiglia Kozuki.

L'anno seguente Oden fece ritorno e si riunì alla sua famiglia e ai suoi servitori, i quali gli raccontarono i cambiamenti della nazione e quanto accaduto l'anno precedente. Kawamatsu vide così il signore feudale, furioso, correre verso la Capitale dei fiori in cerca di vendetta.

Quando Oden cominciò a umiliarsi pubblicamente danzando quasi nudo davanti al palazzo di Orochi una volta a settimana, i suoi servitori gli chiesero spiegazioni dato che anche gli abitanti di Kuri avevano perso fiducia nei suoi confronti, non credendogli quando affermò di farlo unicamente per denaro.

Diciotto anni prima dell'inizio della narrazione, a seguito dell'arresto di Hyogoro e l'omicidio della moglie e dei seguaci di quest'ultimo, Oden e i suoi servitori marciarono in direzione del nemico e furono intercettati dalla ciurma di Kaido nella foresta di Udon, così le due fazioni iniziarono un duro scontro, a cui si unì anche Shinobu dalla parte dei dieci samurai. Oden riuscì a ferire l'apparentemente invincibile Kaido, ma quando si accorse che Momonosuke era stato preso in ostaggio da uno dei nemici, si distrasse e venne colpito dall'imperatore, accorgendosi poi che il bambino era in realtà un impostore prima di perdere i sensi. Anche i suoi servitori furono sconfitti e incarcerati nella Capitale dei fiori, mentre Shinobu venne rilasciata poiché il signore feudale la indicò come propria attentatrice. I dieci prigionieri, accusati di tradimento verso lo shogun, sarebbero stati bolliti a morte tre giorni dopo. Lo shogun e Kaido cercarono di costringere Oden a rivelare le sue conoscenze sui Poignee Griffe, però quest'ultimo si rifiutò di farlo.[4]

Oden salva i suoi servitori

Oden salva i Nove foderi rossi dall'esecuzione.

Il giorno dell'esecuzione, arrivato al pentolone in cui lui e i Nove foderi rossi sarebbero stati bolliti vivi, Oden sfidò Kaido proponendogli di liberare chi fosse sopravvissuto entro un intervallo di tempo scelto da lui. Pur trattandosi di una procedura di esecuzione quasi istantanea, l'imperatore acconsentì a lasciare andare chi di loro non fosse morto entro un'ora. Lo stratagemma di Oden prevedeva che lui fosse l'unico immerso nell'olio bollente mentre i suoi servitori sarebbero rimasti su una tavola sostenuta da lui.

Mentre Fukurokuju minacciava Shinobu per avere rivelato troppo, la verità sulle azioni del signore feudale si sparse e le persone presenti all'esecuzione che erano tornate ad acclamare Oden vennero uccise dagli uomini di Orochi e Kaido. Oden rivelò inoltre quanto appreso durante i propri viaggi e la propria intenzione di aprire i confini del Paese di Wa, ordinando ai Nove foderi rossi di portare avanti tale obiettivo. Passata l'ora concordata, allontanò questi ultimi, che dunque si affrettarono a raggiungere il castello di Kuri, e, ormai allo stremo, lasciò che Kaido gli sparasse alla testa come segno di rispetto per non prolungare le sue sofferenze: Oden morì sorridendo.

Castello di Kuri brucia

I servitori di Oden osservano il suo castello bruciare.

Alcuni dei Nove foderi rossi, tra cui Kawamatsu, tornarono al castello per proteggere Momonosuke, prossimo obiettivo di Orochi, ma lungo il tragitto Cane-tempesta e Gatto-vipera iniziarono a discutere e furono attaccati dai seguaci dello shogun, separandosi dagli altri. Quando il gruppo arrivò al castello, l'edificio era già in fiamme, ma riuscirono ad entrare e trovarono i figli e la moglie di Oden. Quest'ultima usò la sua abilità per fare viaggiare nel tempo Momonosuke, Kanjuro, Kin'emon, Raizo e Kikunojo, spedendoli vent'anni più avanti, mentre Kawamatsu portò Hiyori in salvo scavando un tunnel fino ad un fiume e si prese cura di lei.[2]

Sette anni dopo, Hiyori si allontanò di nascosto lasciandogli una lettera: lui andò a cercarla e si imbatté in Onimaru, il komakitsune di Shimotsuki Ushimaru, signore di Ringo. La volpe era rimasta a guardia della tomba del suo padrone, allontanando i razziatori che volevano rubare le spade presenti nel cimitero; Kawamatsu si prese così cura dell'animale.

Un giorno, il kappa iniziò a scavare per prendere le spade e, attaccato dalla volpe, le spiegò che tredici anni dopo avrebbero avuto bisogno di armi per sconfiggere Kaido; Onimaru comprese e i due collaborarono per recuperare le spade e nasconderle. Kawamatsu si coprì parzialmente il volto e si presentava come "Gyukimaru del ponte Oihagi" per allontanare i razziatori di tombe assieme a Onimaru.[1] Poco dopo, però, venne arrestato nella Capitale dei fiori per avere rubato del cibo e imprigionato a Udon, dove cominciò a essere nutrito solamente con pesci avvelenati.[5]

Saga del Paese di Wa

Il giorno in cui Monkey D. Rufy viene condotto in carcere, uno dei secondini dimentica di togliere le lische ai pesci, così Kawamatsu ne sputa una contro di lui, trafiggendolo al collo.

Assiste alla sconfitta di Dobon per mano di Eustass Kidd e Rufy; pochi giorni dopo, Raizo giunge vicino alla sua cella e Kawamatsu lo avvicina, facendosi riconoscere, chiedendo notizie di Momonosuke e di essere liberato così da potere partecipare all'imminente battaglia contro Orochi e Kaido; le guardie però se ne accorgono e il ninja fugge. Kawamatsu osserva così Queen che fa portare un ring da sumo fa mettere a Rufy e Hyogoro dei collari che li decapiteranno appena lasceranno la piattaforma: i due infatti dovranno vincere diversi incontri contro i pirati nemici che, al contrario dei due prigionieri, sono armati. Queen dunque fa togliere loro le manette: gli avversari partono all'attacco, ma Rufy li fa svenire. Osservando la scena, Kawamatsu si augura che il giovane pirata proteggerà Hyogoro; giunta la sera, l'incontro viene sospeso.

Il giorno seguente Kawamatsu assiste, piangendo, alla trasmissione dell'esecuzione pubblica di Shimotsuki Yasuie.

Quando Big Mom assalta la prigione in cerca di shiruko, affronta Queen facendolo ruotare e seminando panico e distruzione: tra gli effetti collaterali, viene distrutta anche la cella in cui è tenuto Kawamatsu.

Rivolta ad Udon

Il gruppo pronto a combattere.

Durante lo scontro successivo all'allontanamento di Queen con LinLin, il kappa incita Rufy a dare speranza ai prigionieri e, poiché è ancora ammanettato e disarmato, le guardie si accingono a ucciderlo una volta che Babanuki ne rivela l'identità, ma Raizo sopraggiunge e gli lancia la chiave delle manette e la sua spada. Kawamatsu dunque si libera, spazza via le guardie e si riunisce a Raizo e Kikunojo. Appena il direttore della prigione dà ordine di attaccarlo, Hyogoro suggerisce ai membri dei Nove foderi rossi di rivelare la loro identità e così Kikunojo, Raizo, Kawamatsu, Hyogoro, Rufy e Chopper si preparano a neutralizzare le guardie della prigione. Daifugo sparge tra i prigionieri un virus letale, trasformandoli in armi biologiche ambulanti, e Babanuki ordina agli altri di attaccare gli intrusi. Quando uno dei carcerati prega gli stranieri di andarsene e li incolpa di ciò che sta accadendo, Kawamatsu osserva Rufy abbracciare gli altri prigionieri, lasciandosi contagiare, e tenta di dare loro speranza ribadendo la sua intenzione di sconfiggere Kaido per riportare la pace nel Paese di Wa. Babanuki si accinge a usare la propria proboscide per sparare contro una bomba contenente una concentrazione di Miira duecento volte superiore ai proiettili usati prima, ma Rufy lo anticipa e gli lega la proboscide, facendo esplodere la bomba all'interno del corpo del direttore; il pirata poi incita i prigionieri, che dunque attaccano Daifugo. La prigione di Udon viene così conquistata.

I prigionieri scoprono in seguito che Rufy è un pirata e non vogliono fidarsi nonostante Kawamatsu tenti di convincerli; quando però vedono Momonosuke, si inginocchiano e ascoltano la storia di quanto accaduto la notte della sua scomparsa. Kawamatsu comunica poi a Raizo che ha qualcosa da fare altrove, ma assicura che sarà presente la notte dell'attacco.

Il giorno seguente, raggiunge il ponte Oihagi, dove ferma il duello tra Zoro e Gyukimaru, venendo inoltre riconosciuto da Hiyori, che è felice di avere ritrovato. A quel punto alcuni uomini di Kaido raggiungono il ponte per recuperare le proprie armi rubate da Gyukimaru, sparandogli. Prima che possano continuare, però, Kawamatsu e Zoro li sconfiggono, mentre il monaco corre via.

Kawamatsu racconta poi a Hiyori di cosa accadde quando lei fuggì, dicendole che si presentava come "Gyukimaru del ponte Oihagi" e allontanava i razziatori di tombe. I due sono incuriositi dal monaco che porta quello stesso nome, ma pensano a una coincidenza. Si recano poi al nascondiglio delle armi, dove si imbattono in Zoro e il kappa comunica a Kin'emon di avere a disposizione abbastanza armi per tutti, notando però che qualcun altro ha continuato a raccogliere spade nel nascondiglio durante la sua assenza.

Quando Hiyori chiede a Zoro di cedere la Shusui in cambio di Enma, Kawamatsu la sconsiglia. Lo spadaccino accetta a patto di vedere la tomba di Ryuma. Hiyori rivela di non volere per il momento riunirsi agli altri, così i due da lasciano in un luogo sicuro.

I due dunque raggiungono poi Amigasa, dove discutono con gli alleati il piano per assaltare Onigashima e Kawamatsu rivela in seguito ai suoi vecchi compagni che Hiyori è ancora viva. Tenguyama Hitetsu poi mostra ai presenti le spade di Oden che ha conservato per vent'anni: Ame no Habakiri, che Momonosuke non vuole impugnare, ed Enma, che viene consegnata a Zoro come promesso, e ne osserva la potenza,

Il giorno prima della battaglia, è tra coloro che si dirigono al porto Tokage, che raggiunge il giorno seguente. Esso però è desolato e con visibili segni di un attacco nemico; anche le condizioni meteorologiche sono sfavorevoli e non aiutano la traversata per raggiungere Onigashima. Kin'emon non riesce nemmeno a contattare nessuno degli alleati e si dispera. Il porto è infatti isolato ma, nonostante le obiezioni di Momonosuke, che viene trattenuto da Shinobu, i sette membri dei Nove foderi rossi sono decisi a combattere fino alla fine.

Differenze tra manga e anime

Passato

Kawamatsu combatté contro i nemici per farsi strada e raggiungere il castello di Oden.[6]

Curiosità

  • Kawamatsu in giapponese significa "pino di fiume".
  • La sua risata tipica è "kappappappa!".

Note

  1. 1,0 1,1 Vol. 94capitolo 953.
  2. 2,0 2,1 Vol. 93capitolo 939, Hiyori lo rivela.
  3. Vol. 94capitolo 948, Kawamatsu ne fa uso contro i Pirati delle cento bestie.
  4. Vol. 91capitolo 920 ed episodio 911, Kin'emon racconta cosa accadde.
  5. Vol. 93capitolo 936.
  6. Episodio 910.

Navigazione

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