One Piece Wiki Italia
Advertisement
One Piece Wiki Italia

Kebi è un abitante del regno di Alabasta. In passato è stato uno dei rivoltosi e da bambino faceva parte del Gruppo Suna-Suna.[1]

Aspetto[]

Kebi da bambino.

È un uomo dalla carnagione scura, con lunghi capelli neri raccolti in una coda di cavallo. Indossa una maglietta blu senza maniche e un berretto rosso scuro, sopra al quale porta degli occhiali da aviatore marroni.

Carattere[]

Kebi è disposto a rischiare la vita per ciò in cui crede e per il bene della nazione, come dimostra unendosi ai rivoltosi. Inoltre si preoccupa per la salute degli altri, come dimostrato quando Kosa e Kappa vengono feriti.

Forza e abilità[]

È abbastanza forte, al punto da combattere alla pari con i soldati dell'esercito reale. Nei rivoltosi, era il braccio destro di Kosa.[1]

Armi[]

Porta con sé una spada e un fucile ed è discretamente abile nel loro uso. Da bambino usava dei pezzi di bastone per combattere.

Storia[]

Passato[]

Quando era un bambino, Kebi diventò amico di Kosa ed entrò nel Gruppo Suna-Suna. Undici anni prima dell'inizio della narrazione, assieme agli altri ragazzini, affrontò la banda di Agotogi per proteggere Bibi, ma furono sopraffatti. Poco dopo furono raggiunti da Cobra ed Igaram, ai quali Kebi disse che dei banditi, muniti anche di spade, volevano rapire la principessa. Aggiunse inoltre che erano andati verso le rovine e Kosa li aveva seguiti.

Un giorno, dopo avere giocato a nascondino con i suoi amici, Kosa rivelò di essere stato nella torre dell'orologio, così Kebi gli disse che non poteva nascondersi lì, mentre Bibi che era stato scorretto.[2] Kosa affermò che essa sarebbe stata la loro base segreta, così tutti gioirono.[3]

Entravano nella torre dell'orologio da un buco e più volte furono trovati dal guardiano, che li costringeva a fuggire.[4]

Anni dopo si unì ai rivoltosi, divenendo il braccio destro di Kosa.[1]

Saga di Alabasta[]

A Katorea, sente Kappa chiedere a Kosa di entrare nei rivoltosi, ma lui gli risponde di scordarselo. Assiste poi al dialogo tra i due finché il ragazzino si allontana.

Nella tenda, sente Kosa chiedere se abbiano radunato le armi, ma Farafula gli risponde che purtroppo non ci sono riusciti in quanto l'armata reale li ha bloccati in prossimità dei magazzini. Kosa replica che devono avvertire tutti i combattenti che la loro imminente controffensiva su Alubarna dipenderà dalla quantità di armi in loro possesso.

Il mattino seguente, assieme ad altri rivoltosi, segue Kosa a Nanohana assieme ad altri rivoltosi dopo avere saputo che il re ha raggiunto la città. Kosa viene ferito da un proiettile sparato da un soldato, così lui si sincera della sue condizioni, dicendogli di tirarsi su.

Kebi soccorre Kappa.

Assieme a Erik trova Kappa ferito. Lui gli chiede cosa gli abbiano fatto, mentre l'amico maledice i soldati. Kappa, in lacrime, cerca di dire loro qualcosa, ma non ci riesce a causa delle ferite. Kebi gli dice di non agitarsi e che presto arriverà un dottore. Vede poi Kappa perdere i sensi e Kosa venire incontro a loro, sorretto da un suo compagno. Kosa afferma che ormai devono farla finita con quel regno e dà ordine di avvertire tutti i reparti che la prossima sarà la loro ultima battaglia. Un suo compagno chiede al loro capo come faranno visto che non hanno più armi, ma Erik replica che la nave da guerra che si è incagliata nel porto ne è piena, cosa che stupisce Kebi. Sente poco dopo sente Kosa diramare personalmente l'ordine di assaltare la capitale.

La battaglia di Alubarna.

Più tardi lui e gli altri rivoltosi si scontrano con l'armata reale nei pressi di Alubarna. Durante gli scontri nota Kosa affaticato e gli ricorda che ha ancora una pallottola in corpo, ma lui replica che non è nulla visto che sono nel bel mezzo di una battaglia. Gli rivela poi di volere rubare dei cavalli per dirigersi nel quartiere nord dove si trova il palazzo. Kebi gliene chiede il motivo, così Kosa spiega che intende costringere Cobra ad arrendersi, ma lui gli replica che è una pazzia dato che in quella zona si trovano Chaka, Pell e il grosso dell'esercito reale. Inoltre sottolinea che non sono ancora al completo ed è meglio aspettare i rinforzi dalle altre città, essendo insensato andare in bocca al nemico. Kosa risponde che ormai è troppo tardi e che non ha altro da fare: scavalca un muro ordinandogli di seguirlo alla svelta, ma Kebi gli grida di fermarsi.

Arrivato nella piazza assieme agli altri rivoltosi, vede Kosa e i soldati sventolare delle bandiere bianche in segno di resa. Il loro capo grida che la battaglia è finita, di riporre le armi e placare la loro rabbia perché non c'è più motivo di combattere. A quel punto però due soldati colpiscono con due proiettili alla schiena Kosa, così lo scontro ricomincia.

Mentre si sincera delle condizioni di Kosa, inizia a piovere, cosa che lo stupisce. Sente quindi quest'ultimo dire che la battaglia è finita. Tutti si fermano e sente la voce di Bibi dalla torre dell'orologio, la quale afferma che la pioggia cadrà ancora e tutto tornerà come prima perché l'incubo si è ormai dissolto. Sente poi Chaka ordinare all'esercito reale di deporre le armi e Igaram dire lo stesso ai rivoltosi. Sente quindi Kappa dire che i soldati che hanno attaccato Nanohana erano degli impostori e il re era un suo sosia. Kosa aggiunge così che quella guerra è un tragico equivoco, mentre Igaram si offre di raccontare tutto fin dall'inizio a patto che depongano le armi. Scopre così che il vero responsabile di quanto accaduto era Crocodile.

Poco dopo Kosa dichiara, rattristato, che hanno compiuto qualcosa di irreparabile. A quel punto Cobra avanza tra il popolo ed afferma che devono andare avanti perché la battaglia è cessata e con essa l'ira dei combattenti. Conclude gridando che il passato non si può cancellare, ma bisogna guardare oltre e ricominciare a vivere.

Assiste poi al dialogo tra Bibi e Kosa mentre quest'ultimo sta venendo trasportato in barella.

Note

Navigazione[]

Advertisement