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Disambiguazione.svg Per il membro dei Pirati Yes, vedi Kose

Kosa è il ministro dell'ambiente del regno di Alabasta. In passato è stato il capo dei rivoltosi e da bambino era il leader del Gruppo Suna-Suna.

Aspetto[]

Kosa porta occhiali da sole con le lenti viola e ha una cicatrice in prossimità dell'occhio sinistro, ricevuta durante il suo scontro d'infanzia con Agotogi. Durante la battaglia di Alubarna porta una sciarpa blu attorno al collo, un impermeabile viola lungo fino alle caviglie, una maglietta bianca, pantaloni neri e una fascia gialla attorno alla vita.

Dopo il salto temporale è diventato più muscoloso. Indossa una camicia nera, pantaloni scuri e una fascia blu in vita, inoltre ha anche un paio di guanti e porta una pistola alla vita. Oltre ai suoi occhiali da sole ne ha un altro paio, antisabbia, al collo.

Carattere[]

Kosa non si fa scrupoli ad infrangere le regole se crede che non siano giuste. Possiede le doti di un leader al punto da essere stato il capo del Gruppo Suna-Suna e in seguito dei rivoltosi.

Ha dimostrato di possedere molto coraggio fin da quando, da bambino, non ha esitato ad attaccare un bandito che stava minacciando Bibi. Cerca sempre di proteggere gli amici, il suo villaggio e la sua nazione quando ritiene che siano in pericolo.

Relazioni[]

Famiglia[]

Kosa è il figlio di Toto e Asuwa, inoltre Goro è suo zio.

Nefertari Bibi[]

Kosa è amico di infanzia di Nefertari Bibi.

Forza e abilità[]

Essendo stato addestrato da Chaka, uno dei due ufficiali del corpo di guardia del regno di Alabasta, è piuttosto forte, come dimostra anche il ruolo avuto in passato di capo di settecentomila rivoltosi,[3][4] diventati più di due milioni prima della battaglia di Alubarna.[5]

Capacità fisiche[]

Kosa ha dimostrato una grande resistenza, al punto da riuscire a combattere dopo avere ricevuto numerosi colpi di arma da fuoco al petto.

Armi[]

Durante la ribellione portava con sé una spada ed alcune pistole, per cui è probabile che fosse abbastanza abile nell'uso di entrambe le armi. Anche dopo essere diventato ministro dell'ambiente, continua a portare con sé una pistola.

Da bambino ha usato una clava di legno.

Storia[]

Passato[]

Almeno undici anni prima dell'inizio della narrazione, suo padre gli disse che il re poteva fare qualunque cosa. Kosa divenne il capo del Gruppo Suna-Suna.

Toto chiede scusa per il comportamento del figlio.

Undici anni prima dell'inizio della narrazione, raggiunse il palazzo reale di Alubarna per chiedere al re come mai non li avesse aiutati visto che il loro villaggio si era inaridito. Nefertari Cobra affermò che non aveva potere sulle condizioni climatiche, così lui gli gridò cosa gli aveva riferito suo padre. Il re replicò che poteva intervenire solo sulle cose materiali. A quel punto Toto lo raggiunse e domandò perdono al re per il suo comportamento sconsiderato, chiedendo che Kosa venisse lasciato andare e di venire punito al suo posto. Inginocchiatosi, suo padre lo colpì ripetutamente con dei pugni in testa per fargliela abbassare, dicendogli più volte di essere uno sciocco. Cobra disse quindi che per un po' sarebbe riuscito a provvedere al sostentamento dei villaggi colpiti dalla siccità, rivelando anche di essere indeciso sul futuro di Alubarna. Toto lo ringraziò, ma Kosa domandò in lacrime al re cosa ne sapeva di ciò che gli abitanti dei villaggi provavano, fuggendo poi via. Suo padre gli gridò di tacere e di tornare, ma non lo fece. Subito dopo Kosa incontrò Bibi, la quale gli disse che era solo un piagnone, facendolo irritare, tanto che lui gli chiese di ripeterlo. I due fecero così a botte e lui ferì la principessa.

Kosa nomina Bibi vice capo del Gruppo Suna-Suna.

In seguito, poco distante dal centro, i due si prepararono a sfidarsi di nuovo. Bibi gli disse che se avesse vinto sarebbe diventata il nuovo capo del suo gruppo, ma Kosa ribatté che non avrebbe mai perso contro di lei. Dopo essersi malmenati, lui la nominò vice capo del Gruppo Suna-Suna, chiedendo ai membri se qualcuno avesse qualcosa da dire in merito, ma tutti ne furono felici. Subito dopo alcuni ragazzini notarono il re ed Igaram osservarli di nascosto, cosa che lo imbarazzò.

Kosa sconfigge Agotogi.

Successivamente, alcuni malintenzionati malmenarono lui e gli altri membri del Gruppo Suna-Suna. Quando Bibi li raggiunse, i ragazzini contrattaccarono e Kosa gridò alla principessa di scappare perché quelli la stavano aspettando. Lui e gli altri dissero ad Agotogi che l'avrebbero difesa anche a costo della loro vita, tuttavia un nemico afferrò Bibi, ma lei riuscì a liberarsi e corse via. Kosa inseguì alcuni banditi e raggiunse le rovine, dove Agotogi trovò la ragazzina, tuttavia a quel punto lo colpì con una clava, facendolo cadere dal muro su cui si era arrampicato. Dopo essersi messo davanti alla principessa, disse all'avversario che non gli conveniva sottovalutarli e di andarsene. Quest'ultimo estrasse un lungo coltello e gli chiese di consegnargli Bibi in quanto si era stancato. La principessa gli disse di andarsene, ma lui gridò al nemico che non gli faceva paura. Agotogi allora lo mise in guardia e poi i due si scontrarono: Kosa venne ferito sopra l'occhio sinistro, ma subito dopo lui colpì l'avversario alla testa con la clava, facendogli perdere i sensi. Bibi andò a sincerarsi delle sue condizioni, ma a quel punto giunsero altri due banditi che, constatando l'accaduto, affermarono di dovere ucciderlo, chiedendogli di farsi sotto. Tuttavia Cobra e Igaram giunsero in loro soccorso, mettendo al tappeto i nemici. Il capitano della guardia reale lo portò poi a palazzo per essere medicato.

Qui, vedendo Bibi triste, gliene chiese il motivo. La ragazzina spiegò, in lacrime, di avere avuto tanta paura e Kosa rivelò di avere provato lo stesso, soprattutto quando il bandito estrasse l'arma. La principessa affermò che era stato perché avevano detto che l'avrebbero difesa fino alla morte e lei non voleva che la gente morisse a causa sua. Cobra disse dunque a Kosa che Bibi era ancora una piccola principessa e che lui aveva agito come un eroe, ringraziandolo di cuore. Lui gli rispose che lei era una sua amica e che fosse normale agire così. Il re replicò che per lui sarebbe stato un piacere consegnare un giorno il suo regno a persone come loro, chiedendogli se amasse il suo Paese. Kosa lo confermò dicendo che era il luogo in cui era nato e Cobra ammise di pensarla allo stesso modo.

Kosa viene addestrato da Chaka.

Poco dopo Kosa chiese a Chaka di essere addestrato a combattere ed egli accettò. Durante un allenamento, Chaka lo ricoprì di bernoccoli, dicendogli che non era un granché. Lui gli replicò di comportarsi da uomo e di andarci piano, ma Chaka gli rispose che gli aveva chiesto lui di allenarlo.[6]

Un giorno, dopo avere giocato a nascondino con i suoi amici, Kosa rivelò di essere stato nella torre dell'orologio, così Kebi gli disse che non poteva nascondersi lì, mentre Bibi che era stato scorretto.[7] Kosa affermò che essa sarebbe stata la loro base segreta e sentì tutti gioire.[8]

Entravano nella torre dell'orologio da un buco e più volte furono trovati dal guardiano, che li costringeva a fuggire. [9]

In seguito suo padre gli disse che aveva esposto al re il suo progetto di rendere l'oasi disabitata di Yuba un luogo in cui vivere. Gli chiese di rimanere lì, ma Kosa gli rispose che voleva andare con lui. Confidò quindi a Bibi che i loro genitori avevano parlato di Yuba, affermando che sarebbe potuta essere il luogo di incontro per viaggiatori e mercanti, essendo il centro ideale per la zona desertica occidentale del regno. Chiese dunque alla principessa cosa ne pensasse e lei gli domandò se ci sarebbe andato anche lui. Kosa disse di sì, nonostante suo padre gli avesse chiesto di rimanere lì, ma non poteva perdere l'occasione di contribuire alla nascita di una nuova città, affermando di volerla costruire con le sue mani, in quanto vitale per il loro regno.

Quando furono pronti a partire, sentì suo padre dire a Bibi che non si sarebbero rivisti per un po', invitandola a raggiungerli quando avrebbero ultimato la costruzione della città. La principessa gli rispose che sarebbe venuta con piacere e Kosa affermò che sarebbe stata una nuova fonte di ricchezza per il loro regno. Salutò poi Bibi dicendole che sarebbe diventata una brava regina, così suo padre lo colpì con un pugno in testa dicendogli di darsi una calmata.

Assieme ad altri, rese Yuba una città abitabile.

Tre anni prima dell'inizio della narrazione, smise di piovere e l'oasi iniziò a prosciugarsi. Dopo l'incidente di Nanohana dell'anno successivo, lui ed altri pensarono che il re fosse il responsabile di tutto ciò.

Suo padre gli disse di non dubitare mai del re, del quale avrebbe dovuto conoscere il carattere. Kosa replicò che nonostante tutti gli anziani la pensassero come lui, dal suo punto di vista Cobra era indifferente e gli rivelò che aveva deciso di seguirlo a Yuba non certo per fare un favore al re.

Un anno dopo, suo padre gli disse di non dubitare perché la pioggia sarebbe arrivata. Visto il perdurare della siccità, Kosa si recò però ad Alubarna, dove disse a Cobra che non voleva dubitare di lui, ma la gente continuava a morire. Spiegò che non gli importava se avesse usato o meno la Dance Powder, ma doveva ricorrere ad essa per il suo popolo. Cobra si rifiutò, affermando che avrebbe dovuto attendere le piogge naturali poiché tale polvere avrebbe causato solo infelicità e guai, ricordando di non essere l'unico Paese che aveva bisogno di piogge. Kosa replicò che gli stava chiedendo di usarne solo un po' e ciò avrebbe probabilmente anche spento i focolai della rivolta. Il re negò nuovamente, in quanto avrebbe provocato solo disastri, cercando di fargli capire che non era così semplice come lui immaginava. Kosa urlò che non ce la faceva più a vedere i villaggi inariditi, così il re sottolineò come non fosse cambiato. Lui, infuriato, affermò invece di esserlo perché sapeva combattere e sarebbe tornato per rubargli la pioggia della capitale.

In seguito nacquero i rivoltosi e ne assunse il comando. Suo padre tentò invano di farli desistere. Quando Yuba non riuscì più a dare le risorse necessarie al sostentamento, assieme agli altri rivoltosi si spostò a Katorea.

Saga di Alabasta[]

Mentre riflette in un accampamento, un suo subordinato entra nella tenda chiedendogli se sta ancora poltrendo, a cui lui replica che quel Paese ormai è finito. Il suo sottoposto gli dice che ha visite: Kappa gli chiede di entrare nei rivoltosi, ma lui gli risponde di scordarselo. Il ragazzino gli domanda perché non possa visto che anche lui odia il re e ha quindi diritto di combattere, così Kosa chiede a Farafula di mostrargli la spalla. Tuttavia Kappa grida che non gli interessa e che non ha paura. Spiega quindi che i suoi amici sono tutti in fin di vita e il suo villaggio si è inaridito com'era successo ad Elumalu, incolpando il re di tutto ciò, che ha rubato la pioggia. Ribadisce dunque la sua volontà di combattere, affermando di non avere paura ne del male, né della morte.

Kosa gli risponde che se la pensa in quel modo deve tornare subito a casa perché loro sono gente paurosa che se può evita di combattere. Kappa gli chiede dunque perché si siano ribellati, così Kosa afferma che il conflitto era inevitabile poiché era come se l'intero Paese invocasse la guerra, e anche se lui non voleva, è stato costretto a combattere. Aggiunge inoltre di non sapere se lui capirà le sue parole, ma che non c'entra nulla con quella guerra, quindi deve tornare a casa. Vedendolo ancora lì, gli urla di andarsene perché quello non è un posto adatto a dei bambini.

Entra poi in una tenda dove un suo sottoposto gli chiede che bisogno c'era di arrabbiarsi così dato che era solo un ragazzino. Kosa risponde che quel carattere impetuoso gli ha ricordato la sua giovinezza, affermando che non è affatto cambiato da allora. Chiede poi se abbiano radunato le armi, ma Farafula gli risponde che purtroppo non ci sono riusciti in quanto l'armata reale li ha bloccati in prossimità dei magazzini. Lui replica che devono avvertire tutti i combattenti che la loro imminente controffensiva su Alubarna dipenderà dalla quantità di armi in loro possesso.

Il giorno seguente, viene informato che Cobra si trova a Nanohana, così vi si dirige al galoppo, chiedendosi per quale motivo il re si sia recato in quella città proprio ora e pensando che sia caduto in basso. Si ricorda poi gli avvenimenti degli ultimi anni e si chiede cosa abbia spinto Cobra a non volere usare la Dance Powder per le città colpite dalla siccità.

Arrivato a Nanohana, vede il re colpire con un calcio Kappa e gli chiede cosa gli sia preso, ignaro che fosse in realtà un impostore. Quest'ultimo afferma di essere venuto a scusarsi per avere sottratto la pioggia al Paese ricorrendo alla Dance Powder, dunque Kosa si altera chiedendogli come possa essere così sfrontato. Prova ad avvicinarsi a lui, ma i soldati lo bloccano, così lo apostrofa come assassino, gridando che molte persone sono morte a causa della mancanza d'acqua, non potendo nemmeno immaginare con quanta sofferenza. Aggiunge che loro non provavano né odio né rabbia nei suoi confronti e che fino all'ultimo hanno conservato la fiducia nel re, per questo poteva almeno mentire e dire che non era il colpevole, fingendo di avere un po' di rispetto. A quel punto Kosa viene ferito da una pallottola sparata dal fucile di un soldato e cade a terra. Grida così che il popolo voleva sapere la verità per quello si sono ribellati. Afferma poi che quello era il minimo che il re gli doveva.

Kosa raggiunge Kappa.

Dopo che i sottoposti del re hanno dato fuoco ad alcuni edifici della città prima di andarsene, Kosa viene aiutato ad alzarsi e portato da Kappa, rimasto ferito, mentre Kebi lo sorregge. Dopo avere messo la mano sulla fronte del ragazzino, afferma che ormai devono farla finita con quel regno e dà ordine di avvertire tutti i reparti che la prossima sarà la loro ultima battaglia. Un suo compagno gli chiede come faranno visto che non hanno più armi, ma Erik replica che la nave da guerra che si è incagliata nel porto ne è piena, così Kosa afferma che sia stata mandata dal cielo. Poco dopo dirama personalmente l'ordine di assaltare la capitale.

Galloppa con gli altri rivoltosi verso Alubarna, nei pressi della quale afferma che loro difenderanno il regno, non permettendo che resti nelle mani di Cobra.

Qualche ora dopo, un suo sottoposto gli rivela che raggiungeranno la capitale in mezz'ora, così lui incita i suoi subordinati. Ormai arrivati, ordina a tutti i reparti di restare combatti e che sfonderanno l'ingresso sud, mentre agli altri penseranno una volta entrati in città. Gli sembra quindi di vedere una persona davanti, ma poi una cannonata colpisce il terreno, che alza sabbia e fumo: chiede dunque conferma di quanto visto a uno dei suoi subordinati, il quale afferma che non sia possibile e gli fa notare che hanno già iniziato a bombardarli. Kosa ordina che nessuno indietreggi e che abbatteranno il re. A quel punto gli sembra di sentire la voce di Bibi, ma pensa che sia frutto della sua immaginazione, così incita gli altri rivoltosi, dicendo loro che sarà la loro ultima battaglia. Grida poi di espugnare Alubarna.

Durante gli scontri, vedendolo affaticato, Kebi gli ricorda che ha ancora una pallottola in corpo, ma lui replica che non è nulla visto che sono nel bel mezzo di una battaglia. Gli rivela poi di volere rubare dei cavalli per dirigersi nel quartiere nord dove si trova il palazzo. Kebi gliene chiede il motivo, così Kosa spiega che intende costringere Cobra ad arrendersi, ma l'amico gli replica che è una pazzia dato che in quella zona si trovano Chaka, Pell e il grosso dell'esercito reale. Inoltre sottolinea che non sono ancora al completo ed è meglio aspettare i rinforzi dalle altre città, essendo insensato andare in bocca al nemico. Kosa risponde che ormai è troppo tardi e che non ha altro da fare: scavalca un muro ordinando a Kebi di seguirlo alla svelta, ma quest'ultimo gli grida di fermarsi.

Kosa entra nel palazzo e, vedendo Bibi, chiede cosa stia succedendo. Afferma che il suo scopo era quello di persuadere il re, ma a quel punto nota Chaka ferito a terra, non credendo che Crocodile stia per uccidere Cobra. Il membro della Flotta dei sette ride dicendo che i leader delle diverse fazioni si sono ritrovati nel bel mezzo della battaglia, ma verranno eliminati, così i due schieramenti si scontreranno con maggiore foga. Miss All Sunday, vedendolo perplesso, lo invita a pensare al peggiore scenario possibile in modo da fargli comprendere cosa sta avvenendo. Kosa ripensa a cosa suo padre e Cobra gli dissero in passato e chiede a Bibi chi è stato a sottrarre la pioggia a quel Paese. Crocodile rivela dunque di essere il responsabile di tutto ciò di cui hanno incolpato il re, essendo una trappola della sua organizzazione, che li ha manovrati per due anni, ammettendo che più di una volta la famiglia reale e i loro sudditi hanno cercato di mettergli i bastoni tra le ruote. Poi ride, capendo che per Kosa forse era meglio morire prima restando all'oscuro di tale piano, così sarebbe stato più felice. Lui cade nello sconforto, ma Cobra gli dice di non ascoltare il nemico e che può ancora rendersi utile per salvare la sua gente. Chaka gli rivela quindi che Crocodile intende fare scoppiare la piazza e che deve sbrigarsi, cosa che lo lascia attonito.

Chaka protegge Bibi e Kosa da Crocodile.

Kosa si dirige di corsa verso la piazza, ma Bibi lo ferma, facendolo cadere a terra. Lui le grida di lasciarlo, chiedendole cosa le salti in mente viste le conseguenze che avrebbe l'esplosione, ma la ragazza gli dice che non permetterà che ciò avvenga e di tornare in lui perché se dicesse ai soldati dell'esplosione, provocherebbe un panico generale e non riuscirebbe a fermare i combattimenti, non salvando quindi nessuno. Bibi gli chiede di capirla e che l'unica cosa da fare è fermare la rivolta, sottolineando che lui è l'unico in grado di farlo. Vede quindi Crocodile piombare alle spalle della principessa, affermando che non starà a guardare, così Kosa sfodera la sua arma, ma Chaka ferma l'uncino del nemico con la spada e gli dice di fare come ha detto la principessa, essendo sicuro di potere bloccare il nemico per qualche minuto.

Mentre si allontana, ripensa ai suoi allenamenti. Raggiunto il portone del palazzo, urla ai soldati che non gli importa chi vincerà quella guerra, ma vuole che smettano di combattere e che lui comunicherà lo stesso ai suoi uomini, perché non ha più senso continuare quell'inutile battaglia. Continua affermando che la guerra è priva di senso e che non deve essere sparso altro sangue invano, pregandoli di alzare bandiera bianca. Scende poi nella piazza e con i soldati innalza le bandiere in segno di resa di fronte ai suoi uomini. Dice loro che la battaglia è finita, di riporre le armi e placare la loro rabbia perché non c'è più motivo di combattere. A quel punto però, due membri della Baroque Works, infiltratisi nell'esercito reale, lo colpiscono con due proiettili alla schiena. Caduto a terra, tenta invano di farsi ascoltare mentre gli scontri ricominciano.

Mentre Kebi si sincera delle sue condizioni, inizia a piovere, cosa che lo stupisce. Ripensa alle parole di suo padre ed afferma poi che la battaglia è finita. Tutti si fermano e sente la voce di Bibi dalla torre dell'orologio, la quale afferma che la pioggia cadrà ancora e tutto tornerà come prima perché l'incubo si è ormai dissolto. Sente poi Chaka ordinare all'esercito reale di deporre le armi e Igaram dire lo stesso ai rivoltosi. Kappa rivela poi che i soldati che hanno attaccato Nanohana erano degli impostori e il re era un suo sosia. Kosa aggiunge così che quella guerra è un tragico equivoco, mentre Igaram si offre di raccontare tutto fin dall'inizio a patto che depongano le armi.

Poco dopo afferma, rattristato, che hanno compiuto qualcosa di irreparabile. A quel punto Cobra avanza tra il popolo ed afferma che devono andare avanti perché la battaglia è cessata e con essa l'ira dei combattenti. Conclude gridando che il passato non si può cancellare, ma bisogna guardare oltre e ricominciare a vivere.

Mentre viene portato su una barella, Bibi gli dice che le sue ferite non sono profonde e spera che riesca a farcela, rivelandogli che suo padre lo aspetta a Yuba. Kosa le risponde che è sempre la solita apprensiva, assicurandole che Toto ha la pelle molto dura e, visto che anche lui è fatto della stessa pasta, appena starà meglio lo raggiungerà, ma che per il momento è sufficiente informarlo in modo che non stia in pena.

Torna poi a Yuba, che in pochi giorni torna a ripopolarsi, dove si riunisce a suo padre. Quando Bibi inizia il suo discorso al popolo, Toto gli dice da una finestra di sbrigarsi, ma Kosa replica che il volume degli altoparlanti è al massimo e si sente tranquillamente anche stando dentro.

I due si mettono poi al lavoro per ripristinare l'oasi e farla tornare allo splendore di un tempo.

La vita accidentale di Gedatsu nel Mare Blu[]

Kosa e il resto degli abitanti di Yuba vengono sorpresi da una talpa gigante che sbuca dall'oasi che avevano ripristinato. Fa conoscenza così di suo zio Goro, in compagnia di Gedatsu, il quale racconta che ha finalmente trovato una fonte di acqua calda. Così Kosa, insieme al padre e a Karl, decide di raggiungerla attraverso il tunnel scavato dalla talpa, per vederla con i suoi occhi. Appena arrivati ​​lì, scoprono che il Boss della foresta e i suoi seguaci hanno costruito delle terme. Kosa si gode così i benefici e il lusso del resort termale ad Ukkari.

Dalle tolde del mondo[]

Kosa viene nominato ministro dell'ambiente del regno di Alabasta. Mentre si trova a Yuba, sorride leggendo sul giornale la notizia del ritorno dei Pirati di Cappello di paglia.

Saga di Zo[]

In vista del Reverie, la famiglia Nefertari e la sua scorta partono da Sandy e Kosa li saluta tra la folla.

Note

  1. SBS del volume 82.
  2. 2,0 2,1 2,2 One Piece Vivre Card.
  3. Vol. 18capitolo 161 ed episodio 96, Zoro ne rivela il numero.
  4. Vol. 18capitolo 166 ed episodio 104, Crocodile lo rivela agli Officer Agents.
  5. Vol. 20capitolo 179 ed episodio 111, un soldato lo rivela a Chaka.
  6. Vol. 22capitolo 197 ed episodio 120, viene mostrato un flashback.
  7. Vol. 22capitolo 203 ed episodio 123, Bibi ha un flashback.
  8. Vol. 22capitolo 205 ed episodio 124, Bibi ha un flashback.
  9. Vol. 23capitolo 207 ed episodio 125.

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