Kozuki Hiyori è la figlia di Kozuki Oden. Negli ultimi venti anni si è fatta chiamare Komurasaki ed è stata l'oiran più famosa del Paese di Wa.

Aspetto[modifica | modifica sorgente]

È una donna bellissima con gli occhi azzurri e lunghi capelli di colore verde acqua, una parte dei quali è legata dietro la testa. Porta il rossetto rosso e ha due rose rosa sui capelli e dei fermagli sferici viola e bianchi. Indossa un kimono rosa con stampati dei fiori viola, lilla e bianchi. Ha inoltre un mantello rosa e rosso con impressi dei motivi gialli.

Come Komurasaki, portava i capelli pettinati in una shimada sostenuta da numerosi fermagli dorati, e indossava un kimono rosso e azzurro con un pavone e dei fiori e dei geta molto alti.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Carattere[modifica | modifica sorgente]

Si preoccupa molto per le sue kamuro e non ha esitato a schiaffeggiare lo shogun per salvarne una, rifiutando poi di scusarsi perché sicura di essere nella ragione. Quando suona lo shamisen, indossa una maschera.

È anche astuta e spietata, dato che ha truffato e mandato in rovina numerosi criminali senza mostrare rimorso e anche deridendoli per la loro condizione, motivo per cui molti la temono.[2]

Da bambina era molto vivace, al punto che per giocare colpiva con dei calci volanti il fratello al viso.

Relazioni[modifica | modifica sorgente]

Famiglia Kozuki[modifica | modifica sorgente]

Lente.png Per maggiori informazioni, vedere famiglia Kozuki

Hiyori è la figlia di Kozuki Oden e Toki, oltre ad essere la sorella minore di Momonosuke.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Passato[modifica | modifica sorgente]

Nacque ventiquattro anni prima dell'inizio della narrazione a bordo della Moby Dick. Nello stesso anno, con l'ingresso nei Pirati di Roger del padre, la sua famiglia si trasferì sulla Oro Jackson.

Due anni dopo la madre si ammalò proprio nei pressi del Paese di Wa e su ordine del medico di bordo le fu impedito di proseguire il viaggio. Per questo anche i suoi due figli restarono con lei e sull'isola rimasero anche Cane-tempesta e Gatto-vipera. Qui Hiyori fece conoscenza degli altri servitori del padre che attendevano il suo ritorno da anni. Quest'ultimo tuttavia riprese il viaggio con la ciurma e fece ritorno solo l'anno dopo.

Diciotto anni prima dell'inizio della narrazione, Yasuie e i suoi uomini si recarono al castello di Kuri per proteggere la famiglia di Oden, il quale era andato insieme ai suoi nove servitori ad affrontare il nemico. I dieci samurai furono però sconfitti e catturati dalla ciurma di Kaido e poi condannati a morte. Nel frattempo, ignara dell'accaduto, Hiyori fece un origami da donare al padre al suo ritorno.

Sua madre fece visita al padre mentre era imprigionato, il quale le diede per Momonosuke la Ame no Habakiri e per Hiyori la Enma. La donna consegnò poi le spade a Tenguyama Hitetsu affinché le conservasse.

Kurozumi Orochi e Kaido fecero giustiziare Oden, mentre la ciurma dell'imperatore bruciò il castello di Kuri, con intrappolati all'interno Hiyori, Momonosuke e Toki, la quale usò la sua abilità per mandare Momonosuke e i quattro servitori vent'anni più avanti nel futuro. Hiyori riuscì invece a sopravvivere all'incendio del castello grazie a Kawamatsu, il quale scavò un tunnel fino ad un fiume e si prese cura di lei, rinunciando al cibo pur di darle da mangiare e cercando di rallegrarla nonostante il suo lutto.[3]

Sette anni dopo, però, lasciò un biglietto all'uomo-pesce dicendogli che era al sicuro e si allontanò, imbattendosi poi in alcune cortigiane che la portarono da Kyoshiro. Quest'ultimo le rivelò di essere in realtà Denjiro, mentre la ragazzina gli raccontò di essersi separata da Kawamatsu, che l'aveva tratta in salvo. Denjiro le disse di non rivelare nulla di quanto appreso e per proteggerla le disse di farsi chiamare "Komurasaki". La fece poi diventare la più famosa oiran del Paese di Wa.

Anni dopo, convinse alcuni criminali ad affidarle tutto il loro denaro per poterla riscattare da Orochi, ma poi lo consegnò a Denjiro affinché lo distribuisse ai poveri, mandando tali uomini in rovina.[4] Il samurai le spiegò inoltre il suo piano per "uccidere" Komurasaki nel caso ci fosse stato bisogno di allontanarla da Orochi, chiedendole di nascondere ogni giorno del sangue sotto al kimono.

Saga del Paese di Wa[modifica | modifica sorgente]

Orochi richiede i servizi di Komurasaki al suo banchetto. L'oiran e le sue kamuro si recano così presso il castello dello shogun sfilando nelle strade della Capitale dei fiori e vengono raggiunte da Toko.

Komurasaki viene colpita da Kyoshiro.

Prima di entrare nel palazzo, Komurasaki viene attaccata da tre uomini da lei truffati, ma la sua guardia provvede a neutralizzarli. Iniziato il banchetto, l'oiran intrattiene Orochi e intona una delle canzoni preferite dallo shogun.

Mentre tutti i presenti deridono Orochi in silenzio poiché teme la profezia di Kozuki Toki, Toko non si trattiene e scoppia in una fragorosa risata. Lo shogun dunque si infuria e si accinge a trafiggerla, ma Komurasaki lo schiaffeggia e rifiuta di scusarsi facendo valere la propria ascendenza di samurai. Orochi aggredisce gli uomini presenti e poi afferra la oiran con le fauci, ma improvvisamente, il sottotetto crolla addosso allo shogun, che dunque lascia andare Komurasaki. Kyoshiro però la colpisce con la sua spada e le trova addosso il volantino distribuito agli alleati della famiglia Kozuki.

Successivamente, lo shogun ordina a Kamazo di uccidere Toko, allora Komurasaki, creduta morta, la porta via e l'assassino le insegue fino alla regione di Ringo. Qui la donna chiede aiuto a Zorojuro, che accetta di aiutare le due nonostante Gyukimaru continui ad attaccarlo. Il pirata lo evita, ma viene trafitto da una delle due falci di Kamazo, che usa poi come terza spada per sconfiggere l'avversario. Quest'ultimo cade a terra sconfitto e Gyukimaru si allontana, mentre Zoro perde i sensi e Hiyori lo soccorre, portandolo in una casa della zona del cimitero di Ringo. Quando lo spadaccino si risveglia, si affretta a cercare Gyukimaru per recuperare la sua spada, ma la donna lo trattiene e, offertogli del cibo, gli racconta del monaco guerriero e del proprio personale obiettivo: ritrovare suo fratello maggiore Kozuki Momonosuke. Zoro rivela di essere un suo amico e la ragazza ne è felice, raccontandogli il suo passato, trattenendo le lacrime quando scopre che Cane-tempesta e Gatto-vipera sono vivi. Lo spadaccino poi, avendo bisogno di riposare, si mette a dormire e Hiyori avvalla la sua scelta, pensando poi a cosa accadrebbe se rincontrasse Momonosuke e i suoi alleati.

Brook si imbatte nella casa in cui si trovano i tre, con cui condivide le informazioni in proprio possesso. Tra queste, vi è anche l'arresto di Tonoyasu, condannato a morte, dunque Toko corre verso Rasetsu, seguita dagli altri. I quattro raggiungono la prigione appena in tempo per assistere all'esecuzione. Hiyori spiega a Zoro la crudele verità sugli Smile e, quando Toko si avvicina al corpo di suo padre e Orochi le spara, lo spadaccino e Sanji la salvano. Hiyori assiste poi ai successivi scontri.

Brook la tranquillizza dicendole che colui che sta portando via Toko è un loro compagno e poi spaventa alcuni degli Orochi Oniwabanshu affinché Hiyori possa scappare, ma Daikoku ordina a Fujin e Raijin di inseguirla. I due ninja la raggiungono, ma sentendo le sue grida, Zoro corre in suo soccorso e la porta via.

I due si recano in un tempio in una foresta ad Hakumai: Hiyori si nasconde e Zoro la protegge sconfiggendo tutti i ninja che sopraggiungono; lo spadaccino è deciso a recuperare la sua Shusui e a vendicare la morte di Yasuie.

Il giorno seguente conduce Zoro al ponte Oihagi, dove lo spadaccino atterra Gyukimaru, che però si rialza e continua a rifiutarsi di restituirgli la Shusui, la cui scomparsa ha portato sventura a tutta la nazione. In quel momento, Kawamatsu li raggiunge e ferma il loro duello, venendo inoltre riconosciuto da Hiyori, che è felice di rivederlo. In quel momento alcuni uomini di Kaido raggiungono il ponte per recuperare le proprie armi rubate da Gyukimaru, sparandogli. Prima che possano continuare, però, Zoro e Kawamatsu li sconfiggono, mentre il monaco corre via.

Kawamatsu racconta poi a Hiyori di cosa accadde quando lei fuggì, dicendole che si presentava come "Gyukimaru del ponte Oihagi" e allontanava i razziatori di tombe. I due sono incuriositi dal monaco che porta quello stesso nome, ma pensano a una coincidenza. Si recano poi al nascondiglio delle armi, dove si imbattono in Zoro, al quale Hiyori chiede di cedere la Shusui in cambio di Enma, la spada di suo padre con cui riuscì a ferire Kaido, nonostante Kawamatsu la sconsigli. Lo spadaccino accetta a patto di vedere la tomba di Ryuma. Hiyori poi si congeda e afferma di non volere ricongiungersi per il momento con gli altri.

Differenze tra manga e anime[modifica | modifica sorgente]

Passato[modifica | modifica sorgente]

Hiyori si immaginò il pesce grigliato mentre nuotava e il momento in cui Kawamatsu lo pescò a mani nude.

Salto temporale[modifica | modifica sorgente]

Nell'anime, Komurasaki e Bingo si sono conosciuti un anno prima della sfilata dell'oiran nella Capitale dei fiori.

Saga del Paese di Wa[modifica | modifica sorgente]

Viene mostrato il suo arrivo al palazzo di Orochi. Nel manga, Kyoshiro trova il messaggio di Kin'emon nella mano di Komurasaki, mentre nell'anime è sul pavimento.

La conversazione tra Hiyori, Toko e Zoro è estesa. Successivamente, Brook mostra alla ragazza il giornale che rivela la cattura di Tonoyasu.[5] Nella capitale, lo scheletro le conferma che Sanji è dalla loro parte.[6]

Zoro e Hiyori si imbattono in un ninja mascherato, il quale cerca di colpirli con un dardo di una cerbottana, ma il pirata lo respinge e l'avversario si dilegua.[7]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il nome Komurasaki ricorda quello di Miura-ya Komurasaki, un'oiran realmente vissuta durante il periodo Edo il cui amante Hirai commise diversi crimini per comprare la sua libertà fino ad andare incontro alla propria morte, in seguito alla quale l'oiran si suicidò.

Note

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