FANDOM


Rakuyou è un pirata. In passato era il comandante della 7ª divisione dei Pirati di Barbabianca.[2]

Aspetto

Rakuyou è un uomo di media statura con capelli rasta castano chiari. Ha anche lunghi baffi neri che terminano con una punta diretta diagonalmente verso il basso. Indossa una giacca gialla con i risvolti verdi posta sopra una maglietta sbottonata, una fascia alla vita di colore verde chiaro, pantaloni con un design a quadrati e dei classici stivali. Inoltre porta in testa una bandana gialla con disegnato sopra il Jolly Roger secondario dei Pirati di Barbabianca.

Carattere

Rakuyou è molto leale verso Barbabianca e i suoi compagni di ciurma. Lo dimostra presentandosi a Marineford pur di salvare Ace e piangendo quando quest'ultimo e il suo capitano muoiono. È abbastanza impavido da attaccare direttamente l'ammiraglio Kizaru.

Forza e abilità

In qualità di comandante della 7ª divisione dei Pirati di Barbabianca, Rakuyou aveva autorità su molti subordinati dell'imperatore ed era stato dunque riconosciuto come uno dei più forti pirati a bordo.

A dimostrazione di ciò, la sua forza è stata riconosciuta anche da un individuo del calibro di Jinbe, un ex membro della Flotta dei sette, il quale ha affermato come tutti i comandanti dei Pirati di Barbabianca fossero pirati incredibilmente forti.[3]

Durante la guerra per la supremazia, riesce ad uscire illeso da un confronto con l'ammiraglio Kizaru ed è stato in grado di riconoscere l'Ambizione del re conquistatore di Rufy.

Armi

Rakuyou arma

L'arma di Rakuyou.

Rakuyou possiede una palla chiodata dotata di un'espressione canina e attaccata a una catena, che ha mangiato un frutto del diavolo[1] che gli ha donato la vita, potendo muoversi come un serpente. Scagliandola contro un avversario può ferirlo non solo con l'impatto ma anche tramite i morsi che la palla riesce a dare.

Storia

Passato

Nacque nel mare meridionale[4] e, una volta cresciuto, si unì ai Pirati di Barbabianca, diventando il comandante della 7ª divisione.

Saga di Marineford

Alla notizia che Ace sarà giustiziato pubblicamente a Marineford, Rakuyou e gli altri Pirati di Barbabianca si precipitano con l'intenzione di salvarlo. Giunto al quartier generale della Marina, combatte per ottenere la sua liberazione. Affronta personalmente Kizaru scagliandogli contro la sua arma e rimane sbalordito nel vedere Rufy usare l'Ambizione del re.

Quando Barbabianca annuncia di essere intenzionato a sacrificarsi per la vita del suo equipaggio, Rakuyou piange disperato. La stessa disperazione viene provata alla morte di Ace e infine quando Edward Newgate viene ucciso dai Pirati di Barbanera. In seguito affronta Akainu assieme agli altri comandanti per proteggere Rufy.

Con l'arrivo di Shanks e la dichiarazione della fine delle ostilità da parte di Sengoku, Rakuyou abbandona il campo di battaglia.

Saga dopo la guerra

Rakuyou, assieme al resto della flotta di Barbabianca e ai Pirati del Rosso, assiste ai funerali di Ace e Newgate sull'isola natale di quest'ultimo, nel Nuovo Mondo.

Salto temporale

Un anno dopo, Rakuyou e gli altri membri dei Pirati di Barbabianca si scontrano con i Pirati di Barbanera, ma vengono sconfitti e così iniziano a vivere nell'ombra.[5]

Differenze tra manga e anime

Arma

Nel manga, la sua arma sembra essere più grande e pende verso il basso, mentre nell'anime la catena è spesso dritta verso l'alto, come se fosse un serpente.

Saga di Marineford

Nel manga, quando Rakuyou scaglia la sua sfera verso Kizaru, è di fronte all'ammiraglio e la sfera sembra morderlo; nell'anime invece lo attacca da dietro, e la sfera non fa nulla di particolare.[6]

Il dialogo tra Akainu e i comandanti delle divisioni dei Pirati di Barbabianca è allungato, inoltre viene mostrato il loro scontro.

Salto temporale

Nella guerra per chiudere i conti, Rakuyou e i suoi compagni vengono sconfitti quando Teach scatena un terremoto contro di loro e poi li risucchia in un vortice oscuro.[7]

Note

Navigazione

I contenuti della comunità sono disponibili sotto la licenza CC-BY-SA a meno che non sia diversamente specificato.